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Full text of "Nephete o Il figliuol prodigo ballo in sei atti"

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Digitized by the Internet Archive 
in 2012 with funding from 
Brigham Young University 



http://archive.org/details/nepheteoilfigliuOOgiaq 









IL FIGLIUOL PRODIGO 

BALLO IN SEI ATTI 



DEL COREOGRAFO 



T^^.S 



a^r^^Oà^ £OCL>s^£i3>i£ 



CON MUSICA ESPRESSAMENTE COMPOSTA 

dal Maestro 

GIUSEPPE C3-IAQUI3STTO 

da rappresentarsi 

A.Tu TEATRO REGIO 

la Quaresima del i86q, 



<t 




TORINO 

TIPOGRAFIA TEATRALE DI B. SOM, VIA CARLO ALBERT©, 22. 



Il presente lavoro coreografico fu ispirato dalla pa- 
rabola del Flglìuol Prodigo. 

La semplicità della breve narrazione biblica in' in- 
dusse a crearvi episodii indispensabili. Al colto Pubblico 
Torinese, che fu già tanto indulgente con altre mie 
produzioni, raccomando il presente lavoro. 

P. BORRI. 



PERSONAGGI ATTORI 



Ruben, Capo Tribù Belloni Guglielmo 

àzaele ( • r* i Pulini Ferdinando 

r?^ *™, ) suoi timi -r-, n * 

Efraim ( ° bevvero Giuseppe. 

Jeftele, nipote di Ruben . . . Cerruti Amalia 

Nephte, danzatrice ...... Laurati Emilia 

Amenor, suo compagno .... Mendcz Jose 

Zaid, Capo dei Giuocolieri . . . Auguti Gaetano 

Bocoris, principe Egizio e capo dei 

Sacerdoti del Tempio d'Iside. . Cuccoli Angelo 

Agar, sua favorita, addetta al Tempio Demonte Delfina 

Akbar, confidente di Agar . . . Ginghini Augusto 

Nemrod, falso amico di Azaele. . Burzio Felice 

Eptbria, Sibilla del Tempio . . Isaja Leonilda 

Parenti ed invitati - Maschere Egizie - Giuocolieri 

Schiavi - Viaggiatori - Almée 

Donne addette al Tempio d'Iside - Popolo - Guardie 

Negri - Arabi - Dignitari 
Giudici e Principi di varie contrade Orientali. 



Gli atti 1° 5° e 6° nella Giudea. Gli atti 2° 3° e 4P in Egitto. 



N. B. Il presente Ballo e la relativa musica sonò di esclu- 
siva proprietà del Coveovgafo Pasquale Borri che la 
pone sotto la sorveglianza delle vigenti leggi. 



DISTRIETJSICMB DILLE :/.»SS 



■ ■M I MI» ! 



Atto L La Moresca — Sig. ra Laurati Emilia e signor 
Mendez Jose. 

Atto IL Saturnale delle maschere Egizie e Po- 
polo — Corpo di Ballo. 

Passo dei Giocolieri — Signora Laudati 
Emilia e Mendez Jose. 

Ballabile dei Beduini — Corpo di Ballo. 

Atto III. La dissuazione dal vizio, Scena danzante 

— Sig ra Laurati Emilia e sig. r Mendez Jose. 

Atto IV. Orgia dei seguaci d'Iside con le Almée 

— Corpo di Ballo. 

Ballabile — Corpo di Ballo. 

Passo a Due — Sig. a Laurati Emilia e signor 
Mendez Jose. 

Atto VI. Festa di nozze Ballabile — Signora Laurati 
e Mendez, insieme al Corpo di Ballo. 



Atto Primo 



Ricco appartamento nel palazzo di Ruben. 

È il dì natalizio del vecchio capo-tribù, i suoi parenti 
ed amici sono adunati per celebrare tale solennità. Jeftele 
ed Efraim stanno allato dello zio ed al padre, verso il 
quale mostrano il loro affetto. Azaele comparisce cogita- 
bondo coll'amico Nemrod, uomo d'aspetto sinistro, Azaele 
appena risponde ai saluti degli amici ed a Jeftele, da cui è 
appassionatamente amato. 

Azaele chiede al padre il permesso d'introdurre nel 
palazzo alcuni viaggiatori egizii, al qual desiderio Ruben 
tosto accondiscende. 

I viaggiatori sono Nephte ed Amenor che vengono cor- 
tesemente accolti. Nephte, all'inchiesta di Ruben, dice 
l'esser suo e come trovisi in viaggio per l'arte da lei 
esercitata. Benché sorpreso, il vecchio capo-tribù la in- 
cita a sedersi al banchetto che si appresta. Jeftele è colta 
da doloroso presagio. 

Le fanciulle intrecciano danze e Nephte, cedendo al- 
l'invito di Azaele, e coll'assenso di Ruben, eseguisce una 
danza caratteristica col suo compagno Amenor, suscitando 
l'ammirazione degli astanti. 

Sopraggiunge la notte, e Ruben ringrazia ed accomiata 
i congiunti e gli amici. Nephte chiede ospitalità, e Ruben 
prega la nipote ad accompagnarla nelle stanze destinate 
agli ospiti. Ad Amenor che vorrebbe seguirla è da Efraim 
indicato altro appartamento. 

Ruben sta per recarsi al riposo, quando Azaele gli do- 
manda di parlargli da solo II vecchio crede ch'ei voglia 
manifestargli l'amore per Jeftele, e lo incoraggisce e crede 
antivenirne le brame annuendo alla sua unione colla cu- 
gina. Ma Azaele dissillude il padre, il cui dolore è accre- 
sciuto dalle pretese che affaccia risolutamente il giovane, 
il quale dichiarando essere egli ormai maggiorenne, dice 
voler viaggiare e chiede la parte del censo che gli si 
spetta. Alle smanie del padre, accorre Efraim che lo guida 
in cerca di ciò che appartiene all'ingrato Azaele. Jeftele, 



— 6 — 

che tutto ascoltò, piena d'ambascia, rende ad Azaele il 
velo avutone in dono, acciò lo conservi come ricordo di 
un'amica d'infanzia. 

Nephte, ignara di quanto accadde, comparisce per 
prender congedo, e mirando il velo, per ischerzo se ne 
impadronisce, se ne adorna e danza. 

Ruben, piangendo, dà al figlio la sua parte del paterno 
retaggio, e Azaele già quasi si pente, ma la vista di 
Nemrod e delle ricchezze poste in sua balìa, vincono 
ogni altro sentimento, ed ei si affetta ad apporre la propria 
firma alla pergamena che il padre gli porge. 

Disperazione del genitore, pianti di Jephtele. Libero 
e felice Azaele, s'abbandona a'suoi amici che gii promet- 
tono allegria e felicità. 

A.tto Secondo 



Porto della città di Memfì, sul Nilo. A destra il 
Tempio d'Iside^ a sinistra il Padiglione dei Giuochi. 
E V epoca delle Feste Saturnali. 

Il Porto è ingombro di popolo. Tutti sono in moto, 
chi per affari, chi per isvago. 

Agar, seguita dal deforme Àkbar, s'avanza avvolta in 
ampio mantello. Cotesta donna, esaltata e truce, teme 
esser tradita dal principe Bocoris di cui è favorita. Essa 
rammenta allo schiavo che le deve fedeltà ed obbedienza, 
se non vuole incorrere in tremendo castigo. Pensa al 
modo di venire in chiaro cle'proprii sospetti, ma l'arrivo 
del principe la fa ritrarre in ascolto. 

Bocoris dà segrete istruzioni alla Sibilla del tempio e 
consegnandole la chiave d'una porta segreta del sacro 
recinto si confonde nella folla. La Sibilla scambia parole 
d'intelligenza col capo dei giuocolieri, Akbar, inteso il 
progetto, riesce a togliere alla Sibilla la chiave del Tempio. 

Vien dato il segnale dei pubblici tripudii. 4 

Drappelli di popolo bizzarramente travestiti invadono la 
scena. Zaid s'ingegna ad accrescere quel festante tumulto, 
e fa cenno ai giuocoglieri di alternare scherzose finzioni 
danzanti. 



— 7 — 

Araenor annunzia Nephte, la celebre danzatrice della 
compagnia di Zaid, ed essa slanciasi leggiera e vorticosa. 
Tutti son presi da entusiasmo per lei, ma più di tutti 
Bocoris che, in disparte, segue con occhio avido ed in- 
tento ogni movenza della danzatrice, alla quale, avvici- 
natosi con precauzione, sussurra lodi e parole di ammi- 
razione, a cui poco ella dà mente. Agar lo sorveglia da 
lungi e freme di gelosia. 

Ad un tratto Azaele, vestito alla foggia egiziana, esce 
ebbro e vacillante dal padiglione, ove, giuocando, per- 
dette ingenti somme. Il suo vincitore è il perfido Nemrod. 
Ma Nephte riesce, colle sue blandizie, a calmarlo ed a 
farlo sorridere. Zaid interrompe l'amoroso dialogo coll'an- 
nunzio che è ornai tempo di procedere alla rappresenta- 
zione promessa al pubblico, e Nephte ed Amenor si 
affrettano ad eseguirla. 

Nephte è così affascinante nelle sue danze che trascina 
li astanti a prendervi parta. Il tripudio è generale. 

-A^tto Terzo 



Interno del Padiglione. 

Agar, smaniosa di gelosia, è scortata da Akbar in quel 
luogo ove egli seppe che Bocoris deve attendere la dan- 
zatrice. Rumore di passi li inducono a celarsi. È appunto 
Bocoris seguito dalla Sibilla e da Zaid, a cui dà ordine 
perchè il proprio convegno con Nephte non venga turbato. 
Ma Agar si fa innanzi minacciosa, furibonda e Bocoris a 
stento la induce al silenzio, promettendole affetto e fedeltà. 

Nephte ed Azaele s'inoltrano abbracciati e l'una fa dolci 
rimproveri all'altro per la fatale inclinazione al giuoco in 
cui delapida ogni suo avere. Azaele si turba e si affligge, 
ma Nephte con vezzi e moine lo rasserena. Amenor che 
giunge occultamente vedendo la compagna sola con Azaele, 
se ne affligge. 

Nemrod, bramoso d'impossessarsi delle ricchezze del 
giovine ebreo, l'invita ad unirsi ai compagni per accin- 
gersi al giuoco ed all'allegria. 



— 8 — 

Infatti il loro esempio tenta ancora una volta Azaele, 
il quale sperando avere rivincita di quanto ha già perduto, 
si svincola da Nephte e corre al tavolino del giuoco, Nephte 
supplica il compagno ad unirsi a lei per distogliere ra- 
mante dal vizio. Ma Azaele poco le bada, intento troppo 
al giuoco, nascono litigii e Nephte, prevedendo di peg- 
giore, corre all'amante per trarlo altrove. 

Ma Azaele che tutto ha già perduto, forsennato non 
vuol allontanarsi e poi cieco d'ira e di smania si avventa 
sui monili che adornano la danzatrice, ne la spoglia e li 
giuoca. Perduti anche questi ed accortosi d'essere derubato 
da Nemrod, s'avventa su lui e lo schiaccierebbe se Nephte 
ed Amenor non lo trattenessero. Mentre Zaid e la Sibilla 
giungono ad indurre Nephte a recarsi al Tempio, Nemrod 
fatto il suo bottino riesce a fuggire. 

Azaele, spogliato di tutto, corre verso l'amante per 
chiederle ancora di che giuocare, e più non vedendola, 
nella sua angosciosa esaltazione, è in preda a mille so- 
spetti, dai quali Akbar coglie pretesto per avanzarsi sog- 
ghignando. Dopo rapide spiegazioni, Akbar s'offre a dar 
prova ad Azaele del tradimento dell'amante. E quegli al 
colmo della disperazione, lo segue. 



.Atto Quarto 



Giardino attiguo al Tempio d'Iside. 

I ministri del tempio celebrano colle Almee la festa 
della elezione di Bocoris a capo supremo del Tempio 
d'Iside. 

Lo eletto giunge in mezzo a numeroso corteggio con 
al fianco Agar, e le Almee intrecciano cogli schiavi danze 
festive. 

La Sibilla viene ad annunziare a Bocoris l'arrivo di 
Nephte, ma è resa perplessa all'aspetto di Agar che 
chiede smaniosa il motivo di tale annunzio. Bocoris ce- 
latamente cerca far comprendere all'ignara Sibilla la sua 
tema d'esser scoperto dall'ardente favorita, ma questa che 



— 9 — 

anela conoscer da vicino la rivale, senza aspettare l'assenso 
di Bocoris, corre incontro a Nephte la quale già varcò 
la soglia del tempio. 

Nephte vuol sottrarsi a tanto splendore né osa mostrarsi 
al cospetto di sì imponente assemblea, ma Agar con in- 
finta amorevolezza, la trattiene, la tragge innanzi e la 
induce a cedere alle sue istanze, dando prove, con Amen or 
della rara sua maestria. 

La notte s'avvicina e Bocoris, sotto pretesto di volersi 
raccogliere solingo a celebrar segreti religiosi misteri, 
invita tutti ad allontanarsi. Agar pur essa si licenzia da 
lui. Rimasto solo, chiama la Sibilla e le chiede novelle 
di Nephte. A questo punto Akbar fa entrare il giovine 
ebreo nel sacro recinto, dalla porta di cui carpì la chiave, 
e lo nasconde assicurandolo che in breve adempirà la 
promessa. 

Infatti Nephte, che s'aggira d'attorno in traccia del suo 
compagno, affine di allontanarsi di colà, s'imbatte invece 
in Bocoris, che cerca rassicurarla e le fa calde proteste 
d'amore. Nephte vuol fuggire, ma il principe la trattiene 
e le sue amorose proteste accompagna con offerte di 
doni e di dovizie purché ella gli corrisponda. Tali proposte 
sdegnano vieppiù la danzatrice, la quale tenta svincolarsi 
da lui, mentre egli passando dalle preci alla violenza, la 
trascina seco a forza. 

Agar si scaglia su Bocoris per trafiggerlo col pugnale 
di cui si è munita, ma Nephte generosa devia il colpo. 

Azaele, uscito dal nascondiglio, accorre per vendicarsi, 
e scorgendo Nephte che fa di se riparo al seduttore, la 
crede colpevole e la ricolma d'ingiuriosi rimproveri. 

Intanto Agar suscitò a tumulto i sacerdoti ed il popolo. 

Azaele fugge disperato. 

Nephte abbattuta, sfinita, cade nelle braccia del com- 
pagno Amenor. 

Agar, ebbra per avere in parte compiuta la propria 
vendetta, addita a tutti Bocoris quale profanatore del 
tempio. 



A.tto C^nixito 

Strado, nei dintorni d'una città Giudaica. A sini- 
stra la casa di campagna del Capo-tribù Ruben — 
A destra un'albergo. 

(È trascorso qualche tempo dall'azione avvenuta) 

Mentre i mandriani al servizio di Nemrod, che s'arricchì 
cogli averi di Azaele s'abbandonano al tripudio, egli giunge, 
minaccia tutti e li scaccia al lavoro — Azaele ramingo, 
ed a cui la fame e la miseria l'han costretto a porsi al 
suo servizio, giunge scarno e sofferente. Fuggito dall'E- 
gitto nella più squallida miseria, fu dalla fame ridotto a 
porsi al servizio del suo dilapidatore e brutale Nemrod. 
Questi vedendolo, gli si avventa con sdegno e con fiere 
rampogne, e parte minacciandolo di severo castigo se 
quindi innanzi meglio non si comporta. 

Azaele, rimasto solo, amaramente deplora l'orribile sua 
condizione. Rimpiangendo il passato, condannando i proprii 
disordini, volge gli occhi al cielo esclamando. « Io ne 
andrò a mio padre!... Sì, ho peccato avanti il Cielo e 
te... Voi date pane ai vostri schiavi... Io mi muojo di 
fame! » (1) Vede un tozzo di pane vorrebbe afferrarlo. 

Ma l'orrore del delitto lo predomina e preferisce morire, 
mentre oppresso dall'ambascia e dallo stento ei si accascia 
in un canto sulla nuda terra. 

Nephte, giunge da lungo viaggio con Amenor in cerca 
di Azaele. Veggendo a terra un uomo languente, gli si 
avvicina per soccorrerlo, ed è indicibile la sua sorpresa 
nel ravvisare il suo amante. Pur dubita ancora all'aspetto 
di tanta miseria, ma infine cede all'evidenza e gli si getta 
al collo con trasporto. 

Quindi fa dolci rimproveri al giovine per non essersi a 
lei affidato, dacché essa avrebbe seco lui tutto diviso. Ma 
egli si giustifica, confessando averla abbandonata perchè 
la credette infedele. 

Alle proteste di Nephte, Azaele intenerito si lascia 
trascinare verso la taverna ove troverà di che saziarsi, 
ma giunto sulla soglia s'arresta, e risoluto rifiuta il soc- 

(1) Vedi nota della parabola XV. Evangelo S. Luca. 



— 11 — 

corso dell'amante. Nephte è dubbiosa, ma assuefatta ad 
obbedire all'amante, lo lascia solo. 

Azaele, ha giurato di seguire il proprio avverso destino 
anziché vivere a carico di Nephte. 

In questo, Efraimesce dal palazzo, scorge il Mandriano... 
lo riconosce. Se ne sorprende, e corre a darne avviso in 
casa. Jeftele accorre ed appena gettato uno sguardo sul 
miserabile, manda un grido di gioja. Azaele, colpito da 
tale incontro, stramazza al suolo. Efraim lo solleva e lo 
ajuta, quando a un tratto appare il vecchio Ruben. 

Dapprima non riconosce il figlio, ma poi ben esami- 
nandolo è preso da fremito convulso e cade fra le braccia 
dei suoi. Azaele, confuso, gli si getta alle ginocchia e ri- 
conoscendosi indegno di lui, lo supplica di volerlo almeno 
accogliere come schiavo. Il vecchio a tale atto, più non 
ascolta che la voce del cuore, lo abbraccia e lo perdona. 
Nephte inoltrandosi, dicegli la sua felicità esser riposta 
nel saperlo reduce e lieto in seno alla propria famiglia e 
sul sentiero della virtù. Quindi ella si rivolge a Jeftele, e 
traendo la sciarpa da lei sempre conservata, la rende 
alla fanciulla, congiungendo la mano di essa a quella di 
Azaele. 

Il vecchio benedice cotesta unione tanto bramata, ed 
esclama: « Ecco, il mio figliuolo era morto ed è tornato 
« in vita. Era perduto ed è stato ritrovato. » 

E ciò dicendo, invita tutti a festeggiare il ritorno di 
Azaele e le sue nozze. 

Jktto Sesto 



►-a-o-i*. 



Sala nel palazzo di Ruben addobbata per splendido 
banchetto. 

I più alti dignitarii civili e militari della tribù, riuniti 
a solennizzare il fausto avvenimento, porgono lieti augurii 
agli sposi ed a Ruben. Nephte divide il giubilo generale 
ed è l'anima della festa. Gruppi esprimenti il gaudio ed 
il tripudio dei convitati danno termine all'azione.